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Il Covid ha modificato la disciplina dei contratti a termine?

Il Covid ha modificato la disciplina dei contratti a termine?

Avv. Ph.D. Mirco Caeran.

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Abbiamo già avuto modo di parlare dei contratti a termine.

Per ogni informazione sulle caratteristiche generali e sui limiti del contratto a termine ti invito a leggere il seguente articolo. CLICCA SU QUESTO LINK.

 

Abbiamo visto che uno dei concetti fondamentali dei contratti a termine è la causale.

Il Covid-19 e la relativa normativa emergenziale ha avuto diversi riflessi sui contratti a termine.

Tra questi, uno molto rilevante è quello contenuto nell’articolo 41-bis del Decreto 25 maggio 2021, n. 73, che modifica la disciplina delle causali contenuta nell’articolo 19 del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

Qualche utile ripasso in materia di causale:

 

Secondo la normativa attuale è necessaria la causale:

– qualora il primo contratto a tempo determinato sia di durata superiore ai 12 mesi;

– qualora il contratto a termine sia un rinnovo di precedente contratto a termine con lo stesso lavoratore;

– in caso di proroga di un primo contratto a termine in essere, qualora detta proroga porti il rapporto di lavoro ad una durata complessiva superiore ai 12 mesi;

– in caso di proroga in un rinnovo di contratto a tempo determinato;

– qualora si tratti di un contratto a tempo determinato conseguente ad un precedente contratto di somministrazione a termine con lo stesso lavoratore;

all’interno di un contratto “assistito” (articolo 19, comma 3, del decreto legislativo, n. 81 del 15 giugno 2015).

Non è necessaria la causale:

– nel caso in cui si tratti di un primo contratto a tempo determinato, con il lavoratore, di durata non superiore ai 12 mesi;

– in caso di proroga all’interno del primo contratto a tempo determinato, con il lavoratore, la cui durata complessiva non supera i 12 mesi,

– qualora si tratti di un contratto a termine per attività stagionali (compresi i rinnovi e le proroghe), così come individuati con decreto del Ministero del lavoro (fino all’adozione del decreto si fa riferimento al DPR n. 1525/1963), nonché alle ipotesi individuate dai contratti collettivi,

– in caso di contratto a termine stipulato con un dirigente.

Quali sono le causali?

  • esigenze temporanee, oggettive ed estranee all’ordinaria attività;
  • esigenze di sostituzione di altri lavoratori (sono escluse le sostituzioni di assenze per sciopero);
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

La novità

Per effetto della nuova disposizione introdotta con il D.L. n. 73/2021, fino al 30 settembre 2022, risulta possibile stipulare o prorogare un contratto a termine di durata superiore a 12 mesi, non eccedente in ogni caso i 24 mesi di durata ovvero rinnovare un contratto a tempo determinato anche per specifiche esigenze previste dai contratti collettivi.

Ma quali contratti collettivi?

Per contratti collettivi, ai sensi dell’articolo 51 del D.Lgs. n. 81/2015, si intendono i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali (RSA) ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria (RSU).

Il ruolo dei sindacati.

La contrattazione collettiva risulta ora legittimata ad introdurre ulteriori ipotesi, rispetto a quelle previste dalla Legge, in presenza delle quali è possibile apporre un termine al contratto superiore a 12 mesi.

Tuttavia…

Restano in ogni caso valide le ulteriori disposizioni in materia di contratti a termine.

Pertanto:

  • la durata complessiva del contratto a tempo determinato, anche per effetto di proroghe o rinnovi, intercorso tra le medesime parti e per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, non potrà superare i 24 mesi (o diversa durata stabilita dal contratto collettivo applicato).
  • Un ulteriore contratto a termine tra gli stessi soggetti, della durata massima di 12 mesi, può essere stipulato solamente presso la sede territorialmente competente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

La contrattazione collettiva potrà pertanto prevedere ulteriori specifiche esigenze anche per la proroga del contratto, oltre i 12 mesi di durata, e il rinnovo di un contratto a tempo determinato.

In ogni caso…

Si ricorda che la proroga del contratto a tempo determinato è ammessa, previo consenso del lavoratore, solamente nel caso in cui la durata iniziale del contratto sia inferiore a 24 mesi (salvo diversa durata stabilita dal contratto collettivo) e, comunque, per un massimo di 4 volte nell’arco di 24 mesi a prescindere dal numero dei contratti stipulati.

Precisazioni dell’l’Ispettorato Nazionale del Lavoro

Nota del 14 settembre 2021, n. 1363: “la contrattazione collettiva dovrà individuare ipotesi concrete che giustifichino l’apposizione di un termine al contratto superiore ai 12 mesi, non essendo sufficienti formulazioni generiche che richiedano ulteriori puntualizzazioni nel contratto individuale di lavoro”.

 

il termine fissato al 30 settembre 2022 deve essere riferito al primo contratto a termine stipulato tra le parti di durata superiore ai 12 mesi. Tale limite temporale, inoltre, è riferito alla formalizzazione del contratto, il quale potrà in ogni caso superare la data del 30 settembre 2022, fermo restando il limite complessivo dei 24 mesi di durata del contratto”.

 

L’Ispettorato chiarisce poi che sarà invece possibile prorogare o rinnovare i contratti a termine per effetto delle causali previste dalla contrattazione collettiva ai sensi della nuova disposizione introdotta dal Decreto Sostegni bis, anche successivamente al 30 settembre 2022.

Ancora qualche dubbio?

Se sei un lavoratore:

  • Avevi un contratto a tempo determinato e sei stato licenziato?
  • Ti chiedi se esistono gli estremi per impugnare il licenziamento?
  • Temi di poter essere licenziato e vorresti dei chiarimenti?
  • Sei appena stato assunto e vuoi capire quali sono i tuoi diritti?
  • Hai tra le mani una lettera di impegno all’assunzione e vuoi capire se è tutto corretto ciò che ti è stato prospettato
  • Vuoi sapere se la causale apposta al tuo contratto è legittima?
  • Vuoi sapere se il contratto di lavoro a termine è conforme alla normativa Covid?
  • Vuoi semplicemente saperne di più?

Se sei un datore di lavoro:

  • Vorresti procedere a rinnovare un contratto a tempo determinato ma hai paura delle possibili impugnazioni?
  • Vorresti procedere ad una proroga ma temi ugualmente eventuali impugnazioni?
  • Hanno impugnato un licenziamento da te intimato?
  • Devi assumere e vuoi capire se il contratto a tempo determinato può essere la soluzione?
  • Vuoi tutelarti in anticipo da rivendicazioni?
  • Vuoi sapere tutto sulla normativa dei contratti a termine e la loro compatibilità con la normativa emergenziale?
  • Vuoi saperne di più sui diritti dei lavoratori e del datore di lavoro?

Per qualsiasi dubbio o chiarimento lo Studio Legale DMP e l’avvocato Mirco Caeran di Montebelluna (TV) possono assisterti anche a distanza e darti la soluzione che cerchi in materia di diritto del lavoro.

Scrivimi una mail senza impegno all’indirizzo info@studiolegaledmp.com, sarò felice di risponderti ed aiutarti.

 

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A presto,

un caro saluto

Mirco Caeran (Avv. Ph.D)

SU DI ME                           

Mirco Caeran Avvocato MontebellunaMi chiamo Mirco Caeran, sono un avvocato e dottore di ricerca, fondatore dello Studio Legale DMP (Diritto, Mercato, Persona) sito a Montebelluna (TV). Dopo aver conseguito un Dottorato di Ricerca in diritto Civile, assito privati ed aziende che richiedono un sopporto legale nel mondo del lavoro, della contrattualistica e degli affari. Avvocato del lavoro a Montebelluna. Avvocati a Montebelluna. Avvocato del lavoro. Avvocato per lavoro. Studio Legale a Montebelluna. Diritto del Lavoro.

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Come il Covid ha inciso sulla disciplina dei rapporti di lavoro, in particolare di quello a tempo determinato? L'avvocato esperto in diritto del lavoro a Montebelluna lo spiega
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