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ECONOMIA – DIRITTO DEL LAVORO – COVID 19 – GUERRA RUSSIA UCRAINA… Riflessioni personali di un avvocato

ECONOMIA – DIRITTO DEL LAVORO – COVID 19 – GUERRA RUSSIA UCRAINA… Riflessioni personali di un avvocato

Avv. Ph.D. Mirco Caeran.

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Ciao a tutti,

qualche mese fa mi sono imbattuto in un interessante articolo che trattava degli effetti del Covid-19 sul mondo del lavoro, e di conseguenza sul diritto del lavoro.

La riflessione, seppur banale, che ho fatto è che il mondo che viviamo è a tal punto connesso che “il battito di farfalla” in una terra lontana, è in grado davvero di provocare un uragano dove ci troviamo noi.

Lo stesso è avvenuto con il coronavirus negli ultimi due anni.

Partito da un villaggio lontano, per molti totalmente sconosciuto, e arrivato impetuoso fino a noi, a sconvolgere le nostre vite.

Non è stata solo l’Economia a risentirne. Sono stati gli uomini: imprenditori e lavoratori.

Perché l’Economia è fatta in primo luogo da essere umani.

Quali sono stati, in particolar modo, gli effetti per il mondo del lavoro della pandemia da Covid-19? Vorrei condividere con Voi i contenuti di questo studio (vi lascio il link in fondo). [1]

“La pandemia di Covid-19 ha colpito in Italia un sistema economico e sociale e un mercato del lavoro fortemente indeboliti dagli effetti delle crisi precedenti e inseriti in un contesto globale caratterizzato da radicali processi trasformativi. La diffusione pandemica del virus ha avuto, inoltre, un impatto fortemente diseguale sugli individui, le classi sociali e i settori economici a seconda delle condizioni eterogenee di partenza. (…)

Con particolare riferimento al mercato del lavoro italiano, è stato inoltre rilevato un impatto fortemente eterogeneo della crisi pandemica sulle categorie di lavoratori maggiormente esposti a condizioni di fragilità, quali giovani, donne, lavoratori maturi, lavoratori con disabilità e immigrati.

Tra gli elementi portati in evidenza troviamo:

  • il ruolo della crescente incidenza dei contratti a termine sulla fragilità occupazionale dei lavoratori giovani (15-35 anni), anche nel confronto con i partner europei;

 

  • un forte inasprimento delle disuguaglianze di genere, precedenti allo scoppio della pandemia ma particolarmente esacerbate dalla crisi pandemica (cosiddetta shesession), dovuto a fattori specifici quali, tra gli altri, la prevalenza dell’occupazione femminile in settori cosiddetti non essenziali – dunque soggetti a misure restrittive o chiusure selettive – o l’incidenza, di nuovo, dei contratti di lavoro a termine;

 

  • il rallentamento del turnover giovani/anziani, la presenza di lavoratori maturi anche – seppur in misura ridotta in settori più esposti al rischio di contagio e le potenziali conseguenze sul sistema pensionistico – in termini, ad esempio, di decisioni di uscita anticipata dovute alla crisi pandemica

 

  • l’esposizione dei lavoratori con disabilità ad elevati rischi di emarginazione sul posto di lavoro o di espulsione, poiché ritenuti non idonei alle nuove modalità di lavoro imposte dall’emergenza pandemica o non prioritari all’interno delle strategie di sopravvivenza delle imprese in crisi;

 

  • i fattori di maggiore esposizione al contagio della popolazione immigrata legati alle situazioni di svantaggio socio-economico, alle condizioni abitative o alla minore probabilità di accesso alle modalità di lavoro da remoto.

 

Inizia il 2022.

Omicron è ancora alle porte. Ma pian piano si sta indebolendo.

La SPERANZA inizia a prendere il sopravvento in ognuno.

Passano i primi mesi e i dati sono incoraggianti… Il mondo sta davvero tornando alla normalità. Il lavoro sta tornando. Gli imprenditori iniziano a rimpossessarsi delle loro idee e delle loro energie. Per il futuro non ci saranno più licenziamenti ma nuove assunzioni. I lavoratori torneranno a riempire le fabbriche e gli uffici.

Sì…Stiamo uscendo dal buco nero. Con enormi cicatrici ma ce la stiamo facendo…

E poi arrivano gli ultimi giorni di febbraio 2022 e un’altra inaspettata notizia di cui noi tutti avremmo fatto a meno.

Ciò che stiamo vivendo in questi giorni mi ha portato molto a riflettere…

In primo luogo come essere umano. In secondo luogo come avvocato.

Per quanto riguarda il primo aspetto, credo che la vita sia troppo breve per l’odio e la guerra.

Anni di storia e l’uomo non ha ancora compreso che la Guerra è solo un inutile spreco di energie, risorse e vite umane. Nessuna idea o piano può mai giustificare la pazzia di chi manda uomini ad uccidere altri uomini.

Ciò che però è ancora più stupido è che la maggior parte delle guerre nasce per ragioni economiche… ma la guerra di per sé è la massima fonte di povertà, per tutti i soggetti coinvolti.

Non esistono né vinti né vincitori, perché anche coloro che si professano tali, a conti fatti si trovano in condizioni di povertà estremamente accentuata rispetto al momento in cui la guerra è scoppiata.

Il progresso e la ricchezza possono essere raggiunti solamente in periodi di pace, canalizzando le risorse in politiche espansive, di qualunque colore politico esse siano.

E così veniamo alla seconda riflessione, quella che mi riguarda in quanto avvocato.

La guerra rende totalmente privo di senso il lavoro che faccio. Non c’è legge in guerra. Ma, soprattutto, non ci sono diritti. Tutto ciò che gli esseri umani hanno costruito o conquistato viene disintegrato nella logica del più forte e della prevaricazione animalesca.

Premesso questo, poiché mi occupo prevalentemente di diritto del lavoro, mi sono chiesto quali siano gli effetti della mancanza di pace in questo mondo, ma soprattutto in Italia.

Perché sì, sono pienamente convinto che la PACE sia la prima risposta ad ogni domanda.

Mi sono quindi imbattuto nelle analisi di alcuni commentatori, come quella di cui vi riporto gli estremi e il link[2].

Gli effetti macroeconomici di questa grave crisi geopolitica si possono riassumere in un peggioramento della combinazione di crescita e inflazione (meno crescita e più inflazione).

L’impatto dell’attuale crisi sull’economia dell’area euro si propaga attraverso tre canali principali.

  • Il primo è quello delle relazioni commerciali. (…)
  • Il secondo canale di trasmissione è relativo, invece, alle relazioni finanziarie. (…)
  • Infine, vi è l’impatto sull’economia causato dalle materie prime, sicuramente il più rilevante. Detto che un rincaro del petrolio nell’ordine del 40% porterebbe a una riduzione della crescita dell’area euro di mezzo punto percentuale, occorre considerare che la Russia è un vero e proprio gigante anche nella produzione di materie prime non energetiche. Ad esempio, da lì proviene il 44% del palladio estratto a livello globale, un metallo raro cruciale per il settore automobilistico”. 

“Non solo il gas, il petrolio e il prezzo del grano. La guerra in Ucraina può avere anche altre conseguenze economiche pesantissime per l’Italia, a partire dall’exportColdiretti ha calcolato le possibili perdite in una analisi diffusa in occasione della mobilitazione di allevatori, agricoltori e pescatori con barche, trattori e animali da nord a sud del Paese, contro l’invasione di Vladimir Putin che affossa economia e lavoro[3]”.

E ancora: “La guerra agita imprenditori e categorie produttive soprattutto per le conseguenze che potrebbero avere anche le sanzioni emesse da Bruxelles. Per le prevedibili ritorsioni, con effetti su export, import, interscambio e flussi commerciali. Pensiamo al vino, al turismo. Ma non solo. Il conflitto mette a rischio l’approvvigionamento di materie prime come il gas, minaccia di produrre nuovi gravosi effetti sul prezzo dei beni energetici. Schizza il petrolio, vola anche il prezzo del grano. E tutto questo potrebbe trasmettersi rapidamente sul fronte occupazionale e del lavoro, oltreché sul paniere della spesa delle famiglie italiane, messo già a durissima prova[4].

Tutto questo non potrà che avere un riflesso nei confronti del mondo del lavoro e del diritto del lavoro…

Non c’è alcun dubbio che la guerra per la ricchezza sia il più grande controsenso che esista.

Le manie di alcuni rischiano di avere effetti devastanti per tutte le persone che ogni mattina si alzano dal letto per portare il pane in tavola. Sono questi, infatti, le vittime indirette dell’odio. Non subiranno, infatti, direttamente i bombardamenti, ma una guerra, ovunque essa sia, non si limita al campo di battaglia, ma coinvolge indirettamente tutti.

Ed è per questo che la risposta non può che essere quella di chiedere immediatamente la conclusione di questo (e di altri) stupidi ed inutili conflitti.

Se c’è guerra non c’è ricchezza; se c’è guerra non c’è crescita; se c’è guerra non c’è benessere; se c’è guerra non c’è lavoro; se c’è guerra non ci sono diritti; se non ci sono diritti non ci sono tutele; se non ci sono tutele non c’è libertà; se non c’è libertà non c’è umanità.

La guerra è solo PRIVAZIONE. Facciamola tacere!

Poche, inutili, ma doverose e dolorose riflessioni.

Avv. Mirco Caeran

 

SU DI ME                           

Mirco Caeran Avvocato MontebellunaMi chiamo Mirco Caeran, sono un avvocato e dottore di ricerca, fondatore dello Studio Legale DMP (Diritto, Mercato, Persona) sito a Montebelluna (TV). Dopo aver conseguito un Dottorato di Ricerca in diritto Civile, assito privati ed aziende che richiedono un sopporto legale nel mondo del lavoro, della contrattualistica e degli affari. Avvocato del lavoro a Montebelluna. Avvocati a Montebelluna. Avvocato del lavoro. Avvocato per lavoro. Studio Legale a Montebelluna. Diritto del Lavoro.

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[1] https://www.inapp.org/sites/default/files/Inapp_Rapporto_2021%20Capitolo%202.pdf

[2] Andrea Delitala e Marco Piersimoni, Tutti gli effetti nefasti della guerra in Ucraina sui mercati europei, Smartmag, 2022.  https://www.startmag.it/economia/tutti-gli-effetti-nefasti-della-guerra-in-ucraina-sui-mercati-europei/

[3] https://quifinanza.it/economia/video/guerra-ucraina-italia-export-russia/607023/

[4] Le conseguenze economiche della guerra in Ucraina per il nostro territorio a Nel Mirino, https://www.liberta.it/news/cronaca/2022/02/25/le-conseguenze-economiche-della-guerra-in-ucraina-per-il-nostro-territorio-a-nel-mirino/

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